Cantine Aperte 2026, 30 e 31 maggio — e il ponte del 2 giugno: itinerari e vini da non perdere

Le Marche sono una delle regioni vinicole più ricche e meno raccontate d’Italia. Non una terra di un solo vino, ma di tanti vini diversi — ciascuno figlio di un territorio preciso, di un borgo, di una famiglia che lavora la vigna da generazioni. Nel territorio collinare marchigiano sono molti gli itinerari del vino che si possono percorrere, immersi in un paesaggio tipico e incontaminato, caratterizzato dalla presenza di numerosi borghi medievali.
Da Casa Norma, a Marotta, sei nel posto giusto per esplorare tutto questo: il mare è fuori dalla porta, e le colline dove nasce il vino sono a pochi minuti di strada.
Il Verdicchio: il grande bianco delle Marche

Al centro della regione, tra le province di Ancona e Macerata, si trovano le zone di maggior rilievo: Jesi e Matelica, terra del Verdicchio.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è il vino bianco che ha reso celebre la regione nel mondo. Nel 2020, combinando i dati tra Verdicchio di Jesi e Verdicchio di Matelica, è stato il vino bianco fermo più premiato d’Italia. Non è un bianco qualunque: offre un bouquet aromatico che spazia da note di fiori bianchi e agrumi a sentori più complessi di mandorle ed erbe aromatiche, con una freschezza vivace e una piacevole mineralità.
La Strada del Vino Verdicchio dei Castelli di Jesi parte da Jesi e si snoda attraverso tipici paesini come Montecarotto e Staffolo, in una campagna ricca di casolari e aziende vinicole. Un itinerario che dalla città omonima conduce a Corinaldo, attraversando paesi di rara bellezza come Cupramontana, Castelplanio, Serra de’ Conti. Borghi arroccati sulle colline, piazze silenziose, panorami che arrivano fino al mare.
Esiste poi un secondo Verdicchio, meno noto ma di carattere straordinario: il Verdicchio di Matelica, che si scopre partendo dalle Grotte di Frasassi. Più minerale, più verticale — il Verdicchio di chi vuole andare a fondo nella regione.
La Lacrima di Morro d’Alba: un rosso che non trovi da nessun’altra parte

A nord di Ancona, nell’entroterra vicino a Marotta, c’è uno dei vini più originali d’Italia. Nella provincia di Ancona, presso il comune di Morro d’Alba e alcuni comuni limitrofi, con il raro vitigno autoctono Lacrima si ottiene un vino rosso di grande qualità già apprezzato da Federico Barbarossa nel XII secolo.
Partendo dalla spiaggia di velluto di Senigallia e proseguendo fra le colline, si arriva a piccoli borghi d’origine medievale come Ostra, Belvedere Ostrense, Monte San Vito, San Marcello e Morro d’Alba — dove è possibile assaggiare la Lacrima, un vino dalla struttura delicata e piacevole, di aspetto rosso rubino carico.
Un vitigno che cresce solo qui. Un rosso aromatico, dai profumi di rosa e frutti rossi, che sorprende chi se lo aspetta simile a tutti gli altri.
Il Rosso Conero: il vino delle falesie
Scendendo verso Ancona, dove le colline precipitano sul mare, il Rosso Conero può essere coltivato in una zona molto limitata di cui fanno parte solo sette comuni: Ancona, Camerano, Sirolo, Numana, Offagna, Castelfidardo e Osimo.
Dal colore rosso intenso e il sapore deciso, il Rosso Conero racconta della sua crescita tra le ginestre e i fiori intorno al Monte Conero. È un vino di territorio nel senso più pieno: il mare, le falesie bianche, il Montepulciano che trova qui il suo habitat ideale. La Strada del Vino Rosso del Conero parte da Ancona e si dirige verso Numana e Sirolo, ricca di sorprese e fascino.
E non solo: i vini che vale la pena scoprire

Le Marche hanno molto altro da offrire a chi vuole spingersi oltre i classici. Sulle colline pesaresi domina il Sangiovese, mentre a Serrapetrona è celebre la Vernaccia Nera, spesso spumantizzata. La DOCG Offida esalta i vitigni Pecorino e Passerina, due bianchi autoctoni che stanno conquistando i mercati internazionali. La Strada del Vino Bianchello del Metauro tocca i comuni di Urbania, Cagli, Pergola, Acqualagna e Fossombrone, immersi in versanti collinari colorati a vite.
Ogni vallata ha il suo vitigno, ogni borgo la sua cantina di famiglia.
Cantine Aperte: il 30 e 31 maggio, crea il tuo itinerario per le cantine delle Marche
Un’esperienza da Non Perdere
Il 30 e 31 maggio 2026 torna Cantine Aperte, l’evento promosso dal Movimento Turismo del Vino. Sarà l’occasione per offrire agli enoturisti un’esperienza unica, presentando le nuove proposte per la stagione turistica.
Nelle Marche potrai creare un itinerario personalizzato visitando tutte le cantine che vuoi, proprio come in un grande banco d’assaggio, ma accolto direttamente nei luoghi dove il vino viene prodotto. Scegli la prima cantina da visitare, e direttamente lì potrai acquistare il calice ufficiale della manifestazione a 12 euro. Da quel momento, le porte di oltre 80 cantine sono aperte.
Il ponte del 2 giugno: tre giorni per fare le cose per bene
Cantine Aperte cade nel weekend perfetto. Il 2 giugno è la Festa della Repubblica — e con un solo giorno di ferie puoi costruire un ponte di quattro o cinque giorni. Abbastanza per visitare più territori, cambiare itinerario ogni giorno, dormire sul mare a Casa Norma e svegliarti ogni mattina con una meta diversa tra le colline. Non è un weekend di corsa — è una piccola vacanza enoturistica vera.
Come organizzare il tuo itinerario
Il sito ufficiale del Movimento Turismo del Vino Marche — mtvmarche.it — offre una mappa interattiva per costruire il tuo percorso personalizzato tra le cantine aderent
🏡 Casa Norma è la tua base — mare e colline, tutto a portata di mano. 👉 Scopri gli spazi: redcasavacanzemarotta.it 📖 Leggi anche: Primavera nelle Marche tra mare, colline e sapori
Articolo a cura di Laura Sgreccia per Casa Norma


